Homeless. L’ascolto non innocente

Homeless. L’ascolto non innocente

Partendo dalla provocazione inserita nel titolo, Gianpaolo Chiriacò – nel tentativo di rispondere alla domanda “esiste un ascolto non innocente?” – prende in considerazione le barriere e i filtri culturali che intervengono nell’ascolto della voce umana, e in particolare della voce cantata. Lo spunto iniziale proviene da un caso di cronaca legato al celebre disco di Paul Simon, Graceland, di cui nel 2012 ricorre il venticinquesimo anno dalla nascita (celebrato con un documentario e una reunion). Dalla controversa relazione fra quel disco e la lotta anti-apartheid, la riflessione si sposta lungo le direttrici tracciate da pensatori quali Deridda e Barthes e da performer quali Demetrio Stratos, che tendono a unire – ma allo stesso tempo separano – il significato di un messaggio vocale e il suo significante (la sua vocalità). La tesi finale suggerita dall’autore è che, pur non esistendo un ascolto non innocente, l’ascolto di una voce cantata può evolversi storicamente, e può arricchirsi proprio in virtù del riconoscimento delle sottili direttrici affrontate e descritte nel testo.

Gianpaolo Chiriacò (2012), Homeless. L’ascolto non innocente. In: (a cura di): G. Scarafile, Yod Magazine. Dell’ascolto. p. 24-29, Raleigh, NC: Lulu Enterprises, Inc., ISBN: 978-1-291-25351-1

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